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VIDEOGAME E DIPENDENZE GIOVANILI: DALL’URGENZA ALL’EMERGENZA SOCIALE

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Prima a scuola, poi al teatro: due giorni di incontri con studenti, genitori, responsabili istituzionali e società civile. Per la prima volta a Napoli la Comunità di San Patrignano promuove dibattiti, confronti e uno spettacolo per favorire una maggiore consapevolezza sui problemi della dipendenza giovanile, a cominciare dalla dal “Gaming Disorder”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il “gaming disorder”, ossia l’uso compulsivo dei videogiochi, nella bozza dell’undicesima edizione della International Classification of Diseases, la classificazione internazionale delle patologie, definendolo come “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita”.

Sull’uso responsabile della tecnologia e sull’urgenza di affrontare, più in generale, le dipendenze giovanili come una vera e propria emergenza sociale, la Comunità di San Patrignano, su iniziativa della sua Ambasciatrice per Napoli Maria Luisa Faraone Mennella, ha fatto per la prima volta tappa a Napoli per una due giorni di incontri con studenti, genitori, responsabili istituzionali e società civile.

Maria Luisa Faraone Mennella, Ambasciatrice per Napoli della Comunità di San Patrignano, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia in merito alle tematiche trattate nella conferenza stampa avvenuta nella scuola media di Napoli "Carlo Poerio":

"E' necessaria una presa di coscienza collettiva del fatto che le dipendenze giovanili non riguardano più solo droga o alcol, ma anche social e videogiochi. Siamo di fronte a dipendenze subdole che lacerano il tessuto relazionale e sociale. Per affrontare le dipendenze giovanili il dialogo e l’educazione costituiscono la chiave di volta per l’efficacia di ogni intervento. Gli adulti hanno la responsabilità di indirizzare i più giovani verso comportamenti salutari e lo fanno dando l’esempio. Abbiamo deciso di stimolare una riflessione su questi temi qui a Napoli perché è anche, anzi è soprattutto da questi ambiti che si creano le premesse per una rigenerazione sociale e comunitaria”.

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