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Cultura

Diego bambino, un dipinto di Maradona a Capodimonte

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Da domani, 18 febbraio, sarà esposto al Museo di Capodimonte di Napoli un dipinto di Diego Armando Maradona bambino, a firma di Paolo La Motta, all’interno della mostra “Paolo La Motta. Capodimonte incontra la Sanità”, a cura di Sylvain Bellenger e Maria Tamajo Contarini.

Maradona diventa un simbolo per tutti i bambini cresciuti in quartieri degradati, che vengono spesso lasciati crescere senza regole e tra mille difficoltà.

In questa mostra il rione Sanità si manifesta in tutta la sua forza e la sua bellezza attraverso gli occhi e i volti dei suoi figli più giovani e fragili: bambini e ragazzi dipinti e scolpiti da Paolo La Motta, artista che vive e lavora nel quartiere.

Grazie alla sua vasta cultura visuale e alla profonda conoscenza della tecnica scultorea e pittorica, La Motta riesce a far emergere l’anima di questi ragazzi, la loro angoscia, le loro speranze, i loro sogni, istantanee di un’infanzia spesso aspra e quasi sempre troppo breve.

Questi volti scrutati, amati, rispettati e poi fermati nella terracotta o modellati attraverso una pittura corposa e plastica, saranno esposti nella sezione arte contemporanea del Museo e Real Bosco di Capodimonte da domani 18 febbraio.
Nell’esposizione sono riuniti ventitré dipinti, nove sculture e il polittico Genny (Genny Cesarano, ucciso nella notte tra il 5 e 6 settembre 2015, in piazza Sanità durante uno scontro fra bande rivali, ennesima vittima innocente della camorra in un quartiere martoriato).

L’ultima tela dipinta dall’artista, visibile in mostra, è Diego: un olio su tavola di piccole dimensioni (25×30 cm) raffigurazione del campione Diego Armando Maradona da bambino.
Occhi quasi socchiusi, fronte corrucciata, smorfia e nell’insieme l’espressione del volto che lancia un grido disperato al mondo.
È il bambino e futuro Pibe de Oro che vive a Riva Fiorita in una quasi baraccopoli.
In quello sguardo malinconico, Paolo La Motta, ha colto lo sguardo di chi vive ai margini, lo sguardo degli ultimi tra ultimi, lo sguardo degli scugnizzi di Napoli, lo sguardo dei figli del suo amato Rione Sanità.

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Cultura

Pompei, Corte dei Conti: “Bene lavori negli Scavi ma mancano interventi in zona esterna”

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“Il Grande Progetto Pompei presenta un bilancio positivo, essendo stato impiegato proficuamente l’ingente finanziamento di 105 milioni di euro, 2/3 dei quali finanziati dalla Unione Europea”. Questo il giudizio della Corte dei Conti nella relazione conclusiva dell’indagine su “Il Grande Progetto Pompei”, approvata dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato.

“I finanziamenti – rileva la Corte dei Conti – sono stati impiegati proficuamente in una vasta opera conoscitiva dello stato dei resti archeologici, negli interventi di messa in sicurezza delle domus e degli edifici, nel loro recupero, nella manutenzione straordinaria degli edificis nei restauri e, infine con la realizzazione di percorsi idonei a superare le barriere architettoniche.”

76 sono state le opere di messa in sicurezza degli edifici dissepolti, con una spesa complessiva di 96,48 milioni di euro.
“Non altrettanto positivi – osserva la magistratura contabile – sono i risultati sul recupero delle aree archeologiche circostanti”. Il d.l. 91/2013, recependo le raccomandazioni formulate dall’Unesco fin dal 2011, aveva previsto il recupero ambientale e la valorizzazione della cosiddetta ‘buffer zone’ costituita dalle aree archeologiche circostanti di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, con l’istituzione di un’apposita Unità Grande Pompei”. “Nonostante l’Unità abbia provveduto a redigere nel 2018 il Piano di gestione del sito Unesco – scrive la Corte dei Conti – per le aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, ad oggi ancora non risulta essere intervenuto il contratto istituzionale di sviluppo, strumento indicato dalla legge finanziaria del 2018.”

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Cultura

Napoli, ultimati lavori di restauro della chiesa di San Pietro Martire

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Comune di Napoli

Ultimi i lavori di restauro previsti nell’ambito del Grande Progetto Centro Storico di Napoli sito UNESCO del Complesso trecentesco di San Pietro Martire.

Al sopralluogo erano oggi presenti il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il Vicesindaco Carmine Piscopo, il Prefetto di Napoli Marco Valentini, il Soprintendente Luigi La Rocca, per la Regione Campania l’Assessore Bruno Discepolo, Marco Rossi della Comunità di Sant’Egidio e rappresentanti della Curia.

Il progetto di valorizzazione, riqualificazione e adeguamento funzionale della chiesa, per un importo di circa 2milioni di €, ha riguardato diverse parti del complesso monumentale:
• restauro delle preziose opere d’arte presenti nella chiesa, tra cui: tavole, tele, marmi e manufatti in legno (coro, confessionali, leggio);
• restauro della facciata esterna, nonché il restauro e il consolidamento del portale marmoreo;
• restauro dell’orditura secondaria della copertura e delle capriate esistenti;
• riqualificazione di alcuni locali di pertinenza della chiesa;
• consolidamento del campanile.

All’interno della chiesa (navata e cappelle) si è effettuato un recupero della tinteggiatura originaria, con rifacimenti localizzati di intonaco e nei locali della sagrestia e del “conventino” posti alle spalle della navata. Si sono inoltre demolite alcune superfetazioni, riconfigurando le originarie aperture, tra cui una singolare finestra trilobata.

La chiesa è di proprietà del FEC – Fondo Edifici Culto del Ministero dell’Interno, ed è affidata in gestione alla Comunità di Sant’Egidio per attività di accoglienza ed integrazione sociale e per attività espositive.

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Cultura

Ermal Meta: “Baratterei la vittoria a Sanremo con lo scudetto del Napoli”

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Ermal Meta è intervenuto quest’oggi sulle frequenze di radio Kiss Kiss Napoli rilasciando alcune dichiarazioni: “Sono tifoso del Napoli. Mi fa molta rabbia vedere la squadra così giù in classifica. Ma alcune squadre sono così, si amano e basta. A De Laurentiis consiglierei di tenere Gattuso ma anche di rinforzare un po’ la squadra, soprattutto a centrocampo. Vedere Ibra al Napoli sarebbe figo. Ma serve un centrocampo più forte, il Napoli è una squadra iconica. Lavezzi e cavani mi hanno emozionato. Un Barella lo vedrei benissimo in azzurro. Messi si nasce Gattuso si diventa. Giocare in uno stadio senza tifosi è più dura rispetto a cantare senza pubblico. Mi piace il Bari ed il Napoli, saluto De Laurentiis che indubbiamente è il mio presidente, a lui gli direi SI PUO’ DARE DI PIU’. Forza Ringhio cento volte. Tra la vittoria al Festival e lo scudetto al Napoli sceglierei lo scudetto al Napoli. Sarebbe fantastico”

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