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Ha preso il via ieri a Castel Volturno la rassegna cinematografica Fil.mare. Giunta alla seconda edizione, la kermesse si è inaugurata con un serata di gala durante la quale sono stati assegnati riconoscimenti a personaggi del mondo della musica, della moda, del cinema e dello sport. A ricevere il premio Domiziano sono stati tra gli altri il produttore Aurelio De Laurentiis, presidente del Calcio Napoli, il regista Giuseppe Ferrara, il cantante Enzo Gragnaniello per la sua musica ispirata al mare, l’attrice Carolina Crescentini e il regista Giuseppe Tornatore che ha raccontato del suo legame con il mare. “Nella mia vita, professionale e non solo, il mare rappresenta un elemento importantissimo. Sono nato quasi sul mare. L’ho sempre amato, anche se ho un rapporto controverso perché non sono un grande nuotatore, quindi lo temo un po’. Nei miei film ha un ruolo fondamentale. Ce n’è uno che si svolge tutto sul mare. E’ la leggenda del pianista sull’oceano. Il mare è uno degli elementi della natura tra i più affascinanti” . Appena tornato dal Brasile dove ha inaugurato una rassegna di cinema italiano con l'anteprima, per l'America Latina, di Baarìa, Tornatore non ha voluto rinunciare alla serata di Fil.mare, confermando ancora una volta il suo amore per la decima Musa. Nel ricevere il premio ha dichiarato che “lavorare, proporre storie al pubblico è sempre un fatto incoraggiante. Si fa il cinema anche per questo. Se poi un premio può servire a diffondere ulteriormente il principio in base al quale bisogna essere orgogliosi del territorio, del luogo in cui si è nati, questo ci fa piacere ancora di più. A noi che facciamo questo lavoro ma spero anche a tutti gli altri” . Bella e sorridente anche Carolina Crescentini. Resa famosa dal film Notte prima degli esami, per l’affascinante attrice romana ”il cinema è sempre stato un sogno, un grandissimo regalo”. Ha appena finito di girare un nuovo film. “Non so ancora quando uscirà, ma è un progetto al quale tengo moltissimo. Si intitola 20 sigarette, opera prima di Aureliano Amadei tratta da un suo libro 20 sigarette a Nassyria. Amadei è l’unico superstite civile della strage del 12 novembre 2003. Il film racconta senza un filo di retorica la sua storia prima durante e dopo l’attentato, come un ragazzo qualunque che si ritrova per caso a vivere una pagina violenta della storia. E’ stata un’esperienza lavorativa e umana indimenticabile. Non vedo l’ora di vederlo”.
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